Le origini del formaggio Parmigiano-Reggiano risalgono al Medioevo e vengono generalmente collocate attorno al XII secolo. Già Giovanni Boccaccio nel suo Decameron, pubblicato nel 1349, ci parla della terra di Bengodi dove vi era una montagna fatta di Parmigiano grattuggiato dal quale rotolano giù maccheroni e ravioli cotti in brodo di cappone “… et eraui una montagna di formaggio Parmigiano grattugiato, sopra la quale stauan genti che niuna altra cosa fecevan, che fare maccheroni, e raviuoli, e cuocergli in brodo di capponi…”.

Il Parmigiano-Reggiano si fa ancora come nove secoli fa, ha la stessa forma e lo stesso inconfondibile sapore perchè fatto con i medesimi e sapienti gesti rituali.
Nei numerosi caseifici, oggi come una volta, si continua a produrre questo formaggio, il re dei formaggi, con il latte pregiato della zona d’origine, caglio naturale e nessun additivo, in modo artigianale.
La storia recente del Parmigiano-Reggiano è quella degli oltre 400 piccoli caseifici artigianali della zona tipica, rappresentanti di circa 4000 agricoltori-produttori di latte che hanno ottenuto dalla legge il riconoscimento della loro determinazione a conservare inalterato il metodo di lavorazione e l’altissimo livello qualitativo del formaggio.

Da più di settanta anni il Consorzio di tutela salvaguarda la produzione del Parmigiano-Reggiano per garantire ai consumatori di tutto il mondo le straordinarie proprietà.
La produzione del Parmigiano-Reggiano avviene con latte prodotto esclusivamente da vacche allevate in un territorio strettamente regolamentato dal Consorzio di tutela.

Una forma di formaggio Parmigiano-Reggiano deve obbligatoriamente avere un peso variabile compreso tra 24 kg e i 40 kg, anche se mediamente si aggira sui 38,5 kg. Per produrre una forma di Parmigiano-Reggiano servono circa 550 litri di latte con una media di oltre 14 litri per ogni chilogrammo di formaggio prodotto.

Per approfondimento: www.parmigianoreggiano.it

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