“Pittore eccellentissimo”, “il più grande scenografo d’Italia”. Giuseppe Verdi definì in questo modo Girolamo Magnani, suo scenografo prediletto.

L’artisita nacque a Fidenza il 22 aprile 1815. Grazie al sostegno economico di alcuni concittadini potè studiare all’Accademia di Belle Arti di Parma, dove ebbe come insegnanti Paolo Toschi e Giuseppe Boccaccio. Si trasferì nella città nel 1832, con la madre e la sorella.
A vent’anni, su incarico del Toschi, decorò la Sala della Rocchetta, nell’attuale Galleria Nazionale di Parma, seguendo i canoni della scuola della decorazione rinascimentale emiliana. Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma, lo incaricò di decorare alcuni ambienti del suo palazzo. Si occupò della pittura di interni non solo di palazzi e chiese, ma anche di importanti teatri, tra cui, oltre quello di Parma, quelli di Reggio Emilia, Piacenza, Brescia e Fidenza.

Nel 1848 fu nominato professore all’Accademia di Parma, di cui dal 1881 alla morte rivestì il ruolo di presidente.
Dal 1853 al 1861 fu direttore scenografo del Teatro Regio di Parma, dove fu voluto da Carlo III di Borbone per il suo rifacimento. Prima di questo incarico visitò i teatri di Parigi, Londra, Vienna, Berlino, Dresda, Bruxelles e Praga per acquisire maggiori conoscenze nell’ambito dell’allestimento scenico, della decorazione teatrale, dell’acustica, della visibilità e dell’illuminazione a gas.

Magnani fu impegnato per anni nella progettazione e decorazione del Teatro di Fidenza, a lui dedicato dopo la sua morte, inaugurato il 26 ottobre 1861 con la rappresentazione de “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, di cui curò le scenografie. Il soffitto della sala è caratterizzato da putti angelici danzanti, i tre ordini di palchi sono incorniciati da stucchi dorati; più arioso e rococò lo stile del Ridotto.

A Fidenza, intervenne anche nel restauro del Palazzo Comunale e lavorò in Cattedrale.
Decorò alcune sale nella sede della Cassa di Risparmio di Parma, della Banca Nazionale di Firenze e del Quirinale a Roma.
Le prime tracce del legame di amicizia tra Giuseppe Verdi e Girolamo Magnani risalgono al 1860; Magnani fu chiamato alla Scala per realizzare le scenografie dell’Aida nel 1872 dall’Impresa Ricordi. Si occupò, inoltre, delle scene per la Forza del Destino e per il Macbeth; l’ultima opera eseguita nel Teatro milanese, per volontà di Verdi, è legata a Simon Boccanegra. Il Cigno di Busseto apprezzava in Magnani, tra le altre cose, la capacità di far dialogare le scene con la musica e il libretto.

Nel 1874 fu invitato dall’Accademia di Filadelfia per realizzare gli allestimenti delle celebrazioni per il centenario dell’indipendenza americana.
Morì a Parma il 24 settembre 1889.

Fonti per elaborazione: “fidenza – Un paese, la sua storia, la sua nima” Editrice Telesio, Milano – Link

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