Il pellegrinaggio nel passato: ecco qualche curiosità

by Terrediverdi

Il pellegrinaggio è una pratica antichissima, diffusa fin dai primi secoli dell’era cristiana. In origine si compiva per raggiungere i luoghi legati alla vita, alla predicazione e alla passione di Cristo, o i santuari degli apostoli e dei martiri. Solo col tempo, questo gesto di devozione ha assunto forme e significati diversi, diventando un’esperienza spirituale, sociale e di scoperta.

Ma com’era davvero vivere un pellegrinaggio più di diciassette secoli fa? Quali usanze, oggetti e rituali accompagnavano il cammino dei viandanti medievali? Ecco alcune curiosità che raccontano il volto meno noto di una delle usanze più antiche della storia.

Innanzitutto è interessante sapere che non tutti i pellegrinaggi si compivano per sola fede. Infatti, a partire dal VI secolo, si diffonde una nuova forma di pellegrinaggio: il pellegrinaggio penitenziale. Ben diverso rispetto a quello compiuto per sola devozione, quest’ultimo veniva imposto come atto di espiazione per gravi peccati o crimini. Inizialmente consisteva in un cammino senza meta né sosta, da intraprendere per un periodo stabilito dal vescovo o dal confessore che prescriveva la penitenza. Con il tempo, però, emerse l’esigenza di proporzionare la gravità della colpa all’importanza del santuario da raggiungere. Si sviluppò così una classificazione sempre più formale e rigorosa tra peregrinationes maiores e peregrinationes minores. Tra le prime si annoveravano, ad esempio, le mete più prestigiose: Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela.

Non solo: in epoca medievale prende forma anche il cosiddetto pellegrinaggio per procura. Si trattava di una pratica ampiamente condannata dalla Chiesa, ma che permetteva a chi era troppo anziano, malato o impossibilitato a partire, di affidare a qualcun altro l’adempimento del proprio voto devozionale, solitamente in cambio di un compenso in denaro. Naturalmente, non tutti coloro che accettavano questo incarico erano onesti, per questo nei contratti o nei testamenti si specificava spesso che il sostituto dovesse essere un parente fidato o una persona di comprovata onestà. Inoltre, si poteva richiedere che al ritorno portasse con sé una testimonianza scritta del viaggio o degli oggetti devozionali, come la celebre conchiglia di Compostela, a prova dell’effettivo compimento del pellegrinaggio.

Ma una volta presa la decisione di partire, cosa doveva fare il pellegrino?
Beh, prima di mettersi in cammino, c’era un vero e proprio rituale di partenza da seguire.
Per cominciare, si recava in chiesa, dove faceva qualche donazione, si confessava e riceveva una benedizione solenne: un modo per affidarsi alla protezione divina lungo il viaggio. Dopodiché richiedeva un salvacondotto, un documento ufficiale che certificava il suo status di pellegrino. Questo gli garantiva protezione legale, il diritto di viaggiare liberamente e la possibilità di ricevere ospitalità lungo la strada.
E infine: facevano testamento!
Proprio così, il viaggio era spesso lungo e faticoso, e durante la strada ci si poteva imbattere in briganti, perciò non era raro che qualcuno non tornasse indietro, quindi molti pellegrini mettevano in ordine i propri affari familiari, economici e spirituali prima di partire.

E come si faceva a riconoscere un pellegrino a prima vista?
I pellegrini medievali indossavano un abito “ufficiale”, che permetteva loro di essere riconosciuti ovunque in Europa. Gli elementi tipici erano: il cappello a tesa larga, che li proteggeva dal sole e dalla pioggia ed era spesso decorato con conchiglie; il mantello o tabarro, utile contro il freddo e il maltempo; la bisaccia, una sacca a tracolla in cui portavano lo stretto necessario, come cibo, denaro e un oggetto votivo; il Bordone, o bastone del pellegrino, caratterizzato da un’estremità superiore arcuata o terminante in una palla, a cui si poteva appendere una borraccia.

Insomma, fin dal Medioevo il pellegrinaggio si è rivelato un’esperienza unica, ricca di significati e curiosità. Alcuni di questi aspetti sono cambiati nel tempo, altri si sono trasformati e hanno assunto nuove forme. Oggi, ad esempio, la credenziale del pellegrino ha preso il posto del salvacondotto medievale, mantenendone però la funzione: identificare il viandante e garantirgli ospitalità lungo il cammino. Allo stesso modo, la conchiglia di Compostela, un tempo segno distintivo del pellegrino, è diventata un simbolo iconico e diffuso.
Ciò che è forse cambiato più profondamente è il significato del viaggio: non più soltanto un atto di fede, ma anche un viaggio personale, un percorso di scoperta interiore, di crescita, di riflessione e di arricchimento.

Che voi intraprendiate il viaggio per fede, per arricchirvi o per fare una nuova esperienza, noi vi auguriamo: buon cammino!

Fonti:

hls-dhs-dss.ch
www.treccani.it
www.camminosantiagodecompostela.it
www.diviaggioinviaggio.it
viaggimedievali.com
https://www.dueminutidistoria.it/ventesima-puntata-pellegrinaggio-medioevo/

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